Gli italiani e la dolorosa fuga all’estero: i giovani scelgono Londra

Influx, in fuga dall’Italia direzione Londra. Intervista a Luca Vullo, autore, regista e produttore. Influx è il suo ultimo documentario che affronta il tema dell’emigrazione italiana a Londra.

Questo è un film che è nato dall’idea di analizzare un fenomeno migratorio europeo, quello degli italiani nel Regno Unito, ma che poi è diventata una sorta di analisi collettiva degli italiani. La sfida per me è stata quella di capire perché c’è un’emigrazione così forte dall’Italia di persone di diverse età, provenienti da differenti regioni (perché non si tratta assolutamente solo di persone che vengono dal sud, anzi, le ultime rilevazioni danno un forte esodo di italiani dalle regioni settentrionali) che si spostano verso la Gran Bretagna e, in particolare modo, proprio a Londra.

Il quadro che emerge da questa analisi non è del tutto positivo:
la maggior parte degli intervistati racconta di motivazioni legate alla frustrazione, alla rabbia, alla necessità di spostarsi dall’Italia per inseguire i propri desideri o per cercare di dare un seguito concreto al proprio percorso di studi o semplicemente per cercare di vivere…meglio. Questo fa male, dispiace e purtroppo come spesso vedo dalle mie proiezioni all’estero, come negli Stati Uniti, spesso stentano a crederci. Mi chiedono: “ma perché dall’Italia partite in così tanti per poi andare… a Londra. L’Italia è uno dei paesi più belli del mondo! Voi dovreste vivere in Italia, perché ve ne andate?” E questa ovviamente è una domanda importante a cui Influx cerca di rispondere. Ed è interessante vedere questa molteplicità di voci e di persone che arrivano a una conclusione molto simile: nel nostro paese si soffre e le risorse non vengono valorizzate adeguatamente. C’è una frase, forse sintomatica, in questo film che dovrebbe farci riflettere: “l’Italia è un paese meraviglioso se ci vai da turista, ma non se ci vivi”.

Ritengo che questo film sia importante per diverse ragioni e in particolare perché in questo periodo si parla tanto di mobilità, di barriere, di emigrazione, ma spesso non ci si concentra a quanto emigriamo noi negli altri paesi. E, nel caso dell’emigrazione degli italiani a Londra, parliamo di numeri pazzeschi e di un fenomeno migratorio senza precedenti, tra i più importanti del ultimi cinquant’anni.

Negli occhi delle persone intervistate c’è una chiara voglia di tornare al proprio paese. Molti provano un amore sconfinato nei confronti dell’Italia, ma non riescono a immaginare un ritorno perché sanno che tornerebbero in un paese dove le cose non solo non sono migliorate, ma sono peggiorate. E quindi fino a quando non ci sarà un quadro politico, sociale che consenta a queste persone di tornare per vivere e lavorare dignitosamente, questo ritorno ha scarsissime possibilità che si realizzi.