Gli italiani costretti a emigrare e la Boldrini vuole “400mila immigrati all’anno”

La presidente della Camera vuole più ingressi: “Almeno 400 mila all’anno, ci salveranno dall’invecchiamento”. Intanto una delle tante famiglie italiane costrette a trasferirsi all’estero trova la serenità che non aveva in Italia: “Ricominciamo da zero coi nostri figli ai Caraibi. Non vogliamo che finiscano laureati e sottopagati nei call center”.

“Servono più immigrati in Italia, salveranno il Paese dall’invecchiamento”. La presidente della Camera, Laura Boldrini prosegue la sua personale battaglia per spalancare le porte del nostro Paese agli immigrati: “Nè un muro nè un filo spinato cambieranno la Storia”, ha aggiunto. Parlando dell’Italia, poi sottolinea che “l’integrazione conviene perché siamo un Paese che invecchia mentre aumenta il numero di giovani che decide di lavorare o studiare all’estero”. “Se non si invertirà questa tendenza”, insiste, “è stato calcolato che per garantire una popolazione di 66 mln di italiani, il nostro Paese dovrà consentire l’accesso ogni anno a 300-400 mila migranti, altrimenti la popolazione italiana scenderà al di sotto dei 45 milioni”.

“Siamo un Paese a crescita zero, ed è molto triste – avverte -. Nel 2013, il 95% dell’aumento demografico si deve ai migranti, mentre nel 2015, per la prima volta dal Dopoguerra, la popolazione residente in Italia è diminuita di 150 mila unità, neppure i flussi migratori sono riusciti a mantenere stabile il dato”. Ecco, quindi, che rilancia l’idea dello ius soli: “Mi auguro che la legge sulla cittadinanza venga fatta prima del termine di questa legislatura”. “Come sarebbe altrettanto importante, concedere alle comunità residenti il diritto all’elettorato attivo e passivo nelle consultazioni amministrative”. “Di questo non si parla più, un tempo era al centro del dibattito”ricorda Boldrini che cita l’esempio della Virginia negli States: “Nel 1775 venne affermato il principio ’no taxation without representation’: volete che paghiamo le tasse allora fateci votare, dateci la rappresentanza. Invece noi facciamo pagare le tasse ma non diamo il diritto alla rappresentanza”.

Un chiaro ragionamento che malcela l’intenzione di consegnare l’Italia nella mani della sinistra, facendo entrare più immigrati possibile e dando loro il diritto al voto che andrebbe ovviamente ai partiti di sinistra che gli assicurano una buona vita e tutti i diritti possibili. Nuovi “italiani” in sostituzione di quelli veri costretti ad andarsene dall’Italia magari con tanto di lauree o con esperienza e capacità soppresse dalla mancanza di lavoro, dalle enormi tasse e da un contesto di spese tali da costringerli a sopravvivere anzichè vivere. Tra le tante storie di italiani che hanno trovato serenità, felicità e stabilità economica all’estero, c’è quella di una famiglia che in Italia viveva nella precarietà più assoluta ma una volta trasferita nei Caraibi, ha trovato la vita e i sorrisi che aveva perduto:

Nel 2014 Franca Leuzzi e Stefano Cergol hanno lasciato Trieste per trasferirsi a Curaçao, nelle Antille Olandesi. Lui aveva perso il lavoro a causa della crisi e uno stipendio solo non era sufficiente per pagare le bollette e mantenere la famiglia. Oggi hanno aperto un’agenzia di consulenza turistica. ” In Italia speranze soffocate, qui sorridiamo ogni giorno” – CONTINUA A LEGGERE