“Fate posto ai migranti”. L’ospedale blocca i ricoveri e dimette i ricoverati

“Una circolare choc del direttore dei Presidi Ospedalieri di Cagliari, un documento ufficiale ma riservato con oggetto: bloccare ricoveri programmati e dimissione pazienti dimissibili“.

La denuncia è del deputato di Unidos Mauro Pili che pubblica una circolare del 13 dicembre 2016 firmata dal Direttore Medico dei Presidi Ospedalieri dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Cagliari che recita testualmente: “In previsione dello sbarco dei migranti previsto per la giornata di oggi (l’arrivo di 858 migranti con Nave Dattilo, ndr), si invitano le SS.LL. a voler provvedere a bloccare i ricoveri programmati e a dimettere i pazienti dimissibili, al fine di poter affrontare l’eventuale emergenza“.

La circolare era destinata ai direttori degli Ospedali San Giovanni di Dio e del Policlinico Universitario.  “Una comunicazione imposta dall’assessorato della Sanità di una Regione allo sbando – afferma Pili – che arriva a pianificare lo sfollamento degli ospedali, mandando a casa i pazienti che risultano ricoverati per un motivo, altrimenti non dovrebbero essere ricoverati, e rispedire a casa coloro per i quali era pianificato il ricovero. Non ci sono commenti. E nemmeno troppe interpretazioni. Si tratta di una gestione scandalosa che conferma la totale incapacità a governare tali emergenze e soprattutto l’inadeguatezza della struttura sanitaria”. Secondo Pili si tratta di “un atto che rasenta la follia e la degenerazione gestionale di questa partita immigrazione: nessuna seria pianificazione con prefetture che danno l’assenso senza aver in alcun modo la certezza della più elementare logistica.

E’ evidente che con questa circolare i casi sono due: o si afferma che i pazienti vengono trattenuti indebitamente in ospedale oppure –prosegue Pili – si chiede che vengano dimessi prematuramente rispetto alla prognosi precedente”. “L’organizzazione dell’accoglienza non può essere gestita con tale pressapochezza. Come si può dare l’assenso al trasferimento in Sardegna di tanti migranti senza aver verificato le più elementari esigenze dell’accoglienza, a partire da quella sanitaria? Se si devono dimettere i pazienti sardi per far spazio ai migranti – conclude Pili – significa che non esistono le strutture idonee e i numeri sufficienti per garantire una seria accoglienza”. fonte

A questo punto monta un dubbio, questo è un caso isolato oppure è successo e succede ancora anche in altri presidi ospedalieri? Sappiamo bene che da qualche anno gli italiani devono condividere le cure mediche con migliaia e migliaia di immigrati, allungando di fatto i tempi di prenotazione per le visite specialistiche e per gli esami diagnostici. E sapere che si viene dimessi dagli ospedali prima del tempo necessario e che ci vengano annullate visite o ricoveri programmati è davvero irritante e preoccupante! Oltretutto aggravato dal fatto che le navi italiane fanno una sorta di servizio traghetto andando a “prelevare” gli immigrati (quasi tutti economici) a largo delle coste libiche. Insomma, il business dei migranti è a carico delle tasche e della pelle degli italiani.