Allerta per una nuova truffa: i call center rubano l’Iban – VIDEO

L’operatore si spaccia per Enel Energia, anche se chiama dall’estero ed è in possesso dei dati bancari corretti della nostra giornalista – (video di Alessandro Bientinesi)
 di Ilaria Bonuccelli – Il Tirreno.gelocal.it
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LIVORNO. L’Iban è corretto. L’operatore di call center – Lupetti Eugenio (falso nome di uno straniero che non si qualifica) – lo declina senza un attimo di incertezza. E senza neppure paura di essere rintracciato dai carabinieri. “Signora Ilaria, abbiamo i suoi dati perché noi siamo Enel Energia. Ce li ha dati lei quando ha chiesto la domiciliazione delle bollette”. L’italiano è più incerto. Lo diventa ancora di più quando sull’operatore piovono a raffica le domande: “Se lei è di Bari come sostiene, mi dice come si chiama il teatro della sua città?”. “Ma lei che fa il giudice che mi fa tutte queste domande?”.

No, non è questione di essere un giudice. E’ questione di evitare una truffa. L’operatore telefonico, infatti, si spaccia per dipendente di call center di Enel Energia. Vuole proporre un’offerta speciale. Uno sconto sulla tariffa fissa che si paga sul contatore: 15 euro in meno a bimestre, promette. E snocciola anche l’esempio: se uno paga 40 euro, d’ora in avanti si pagheranno 25 euro. Peccato, però, che Enel Energia il telemarketing lo abbia sospeso dal 1° giugno 2017. L’azienda, contattata sabato pomeriggio 14 ottobre, lo conferma. “Non effettuiamo più telemarketing per l’acquisizione di nuovi clienti e comunque il numero utilizzato per questa chiamata non è nella nostra disponibilità”.

Il numero appunto: 019/9246744, segnalato da giorni sul web come “molesto”. Un utente è stato contattato 8 volte in due ore da questa numerazione. Nel nostro caso, la telefonata è stata una sola. Ma preoccupante: la società che si spaccia per Enel Energia è in possesso dell’Iban bancario. Non dichiara dove lo abbia ottenuto. E non ha paura delle autorità italiane. L’operatore lo dichiara con strafottenza: “Chiama i carabinieri? Ora sì che ho paura. I carabinieri e la polizia sono tutti al bar a bere. E comunque non hanno certo il tempo di stare dietro alle sue bollette di luce e gas”.

La certezza dell’impunità. Mentre il Parlamento ancora non approva la legge contro il telemarketing aggressivo. La palla ora è in mano alla Camera. La discussione riprende mercoledì 18 in commissione congiunta Attività produttive e Comunicazione. Ma la fine della legislatura si avvicina.

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